{"id":123,"date":"2023-01-08T20:06:32","date_gmt":"2023-01-08T19:06:32","guid":{"rendered":"https:\/\/educrazia.com\/?p=123"},"modified":"2023-01-08T20:11:21","modified_gmt":"2023-01-08T19:11:21","slug":"un-nuovo-paradigma-educativo-tra-inclusione-merito-e-digitale-a-new-educational-paradigm-between-inclusion-merit-and-digital","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/educrazia.com\/?p=123","title":{"rendered":"Un nuovo paradigma educativo tra inclusione, merito e digitale  \/ A new educational paradigm between inclusion, merit and digital"},"content":{"rendered":"\n<p> <strong>VOLUME&nbsp;I<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>NUMERO<\/strong>&nbsp;<strong>1<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ANNO&nbsp;III Gennaio\/Giugno 2022<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ISSN&nbsp;2705-0351 (online)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Introduzione<br>di Paolina Mul\u00e8<\/p>\n\n\n\n<p>Riflettere oggi sulla costruzione di un nuovo paradigma educativo tra inclusione, merito e digitale \u00e8 un nodo centrale dello scenario del Terzo Millennio. In questo senso, la scuola dell\u2019autonomia ha oggi la possibilit\u00e0 e gli strumenti per ristabilire il corretto equilibro tra governance, didattica e progetto culturale per costruire una scuola inclusiva e, di riflesso, una societ\u00e0 inclusiva. Il paradigma nuovo dell\u2019inclusive Education rappresenta la cornice teorica di riferimento attraverso cui si pu\u00f2 generare una<br>scuola democratica, pi\u00f9 giusta ed equa, in quanto ad ogni studente si offre la possibilit\u00e0 di sviluppare le potenzialit\u00e0 residue per trasformarle in abilit\u00e0 e competenze disciplinari, tecnico-professionali e trasversali. In questo senso, sottolinea Mul\u00e8 che \u00abla scuola dell\u2019autonomia pu\u00f2 promuovere il welfare<br>culturale dando valore al patrimonio artistico, culturale presente nei musei, che devono diventare delle vere e proprie aule didattiche decentrate per tutti e per ciascuno. Di conseguenza avverte la necessit\u00e0 di riflettere sull\u2019importanza del museo sensoriale per promuovere inclusione e valorizzare le differenze\u00bb (Infra, pag. 6 ). Il saggio intende presentare parte della ricerca Piaceri VisInMusA nella quale si focalizza l\u2019attenzione sull\u2019importanza dei musei multisensoriali per promuovere inclusione. In questo senso, \u00abla scuola dell\u2019autonomia pu\u00f2 promuovere il welfare culturale dando valore al patrimonio artistico, culturale presente nei musei, che devono diventare delle vere e proprie aule didattiche decentrate per tutti e per ciascuno. Di conseguenza avverte la necessit\u00e0 di riflettere sull\u2019importanza del museo sensoriale per promuovere inclusione e valorizzare le differenze. Il museo multisensoriale si fonda su attivit\u00e0, di carattere multisensoriale, che hanno lo scopo ultimo di stimolare ed<br>emozionare i partecipanti attraverso l\u2019uso di diversi canali sensoriali oltre all\u2019osservazione visiva, con particolare riferimento all\u2019esperienza tattile, all\u2019uso di linee guida con audio e video, nonch\u00e9 a metodo di narrazione creativa. Questa nuova mentalit\u00e0 ha comportato un allontanamento dai paradigmi visivi per sfruttare il potenziale dell\u2019esperienza multisensoriale, al fine di promuovere l\u2019inclusione e il riconoscimento dei diritti di tutti. Le soluzioni multisensoriali sembrano essere pi\u00f9 promettenti per tutte le categorie di persone, ed in particolare per i soggetti con disabilit\u00e0 visiva. Queste soluzioni multisensoriali, che hanno lo scopo di migliorare l\u2019interazione tra tutte le categorie di visitatori e le opere d\u2019arte, si basano su materiali multisensoriali. Per questo motivo si potrebbe dire che ad oggi<br>le responsabilit\u00e0 del mondo dei musei vanno ben oltre la tradizionale missione di conservazione e ricerca. Oggi il museo \u00e8 un produttore di emozioni estetiche e un mediatore interculturale, in quanto<br>contribuisce a sviluppare il dialogo tra le culture e le persone promuovendo welfare sociale e culturale\u00bb .<br>A tal proposito, interessante appare la disamina di Garraffo sulla disabilit\u00e0 visiva proponendo la loro inclusione. \u00abLa disabilit\u00e0 visiva rientra tra le disabilit\u00e0 sensoriali ed \u00e8 stata riconosciuta dalla Legge n.138 del 3 aprile 2001 che definisce principalmente due parametri che sono l\u2019acuit\u00e0 visiva, ossia la nitidezza nella percezione visiva, e il campo visivo, che \u00e8 l\u2019ampiezza dell\u2019area percepita dai due occhi. Le persone con disabilit\u00e0 visiva, per moltissimo tempo non sono stati riconosciuti e valorizzati nella<br>loro diversit\u00e0. Esse sono state considerate emarginate dalla vita politica, sociale, culturale, educativa e formativa. Con l\u2019invenzione del codice Braille, le persone non vedenti hanno avuto modo di poter affermare la loro dignit\u00e0 di uomini e chiudere un\u2019epoca, quella dell\u2019esclusione e aprire la strada alla<br>faticosa avanzata verso l\u2019inclusione sociale. L\u2019inclusione, \u00e8 da intendersi come un impegno forte di conoscenza e di valorizzazione della realt\u00e0 personale, sociale e familiare di ciascuna persona con disabilit\u00e0 visiva. Il suo ruolo \u00e8 fondamentale non solo per ricevere un\u2019istruzione, ma anche per lo sviluppo della personalit\u00e0. Conoscere lo sviluppo psicologico del bambino non vedente e come sviluppare i restanti sensi (sensi vicarianti) ha permesso di poter intervenire pedagogicamente e didatticamente per raggiungere il successo formativo\u00bb (Infra, pag. 27) in ottica inclusiva. Nell\u2019analisi di questo nuovo paradigma si colloca il contributo di Gulisano, la quale \u00abtenta di riassume gli obiettivi dello studio e l\u2019analisi dei dati emersi dall\u2019utilizzo del focus group in uno studio di caso empirico condotto con alcuni giovani studenti del Dipartimento di Scienze della Formazione dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Catania sulla partnership pedagogica talento-inclusione-progettualit\u00e0 personale e professionale, al fine di avere una panoramica ampia delle rappresentazioni, anche indirette, della generazione definita Millennials e Post Millennials\u00bb (Infra, pag. 55).<br>Il contributo di Annino ha l\u2019intenzione, invece, \u00abdi soffermarsi su alcuni aspetti relativi alla gestione dei new media e del digitale nella didattica e sulle conoscenze a competenze dei discenti in materia.<br>Considerata la grande diffusione delle nuove tecnologie, vi sono potenzialmente delle criticit\u00e0 che emergono dalla vita associata, ove la pervasivit\u00e0 di condivisioni del privato appalesa la necessit\u00e0<br>di un percorso di educazione per riaffermare e promuovere i valori dell\u2019indipendenza di pensiero, dell\u2019agire responsabile e competente in prospettiva della vera partecipazione democratica\u00bb (Infra, pag. 61).<br>Il rapporto inclusione e digitale per esplorare le potenzialit\u00e0 inespresse e i talenti di coloro che hanno dei disturbi specifici d\u2019apprendimento viene indagato, infine, in ordine alla loro riabilitazione educativa e sociale nel contributo di Perciavalle, secondo cui \u00abL\u2019iter di apprendimento pu\u00f2 essere mediato in modo incisivo e produttivo grazie all\u2019impiego delle nuove tecnologie, non soltanto presenti, in numerosi strumenti compensativi, ma anche in una nuova frontiera della riabilitazione, la teleriabilitazione. Essa \u00e8 una specifica tipologia di supporto e assistenza a distanza, che individuando ed integrando i vari strumenti tecnologici disponibili, seleziona quelli maggiormente indicati a progettare un iter riabilitativo, al fine di potenziare l\u2019inclusione e di migliorare complessivamente la qualit\u00e0 di vita della persona con DSA. La teleriabilitazione \u00e8 stata particolarmente impiegata negli ultimi<br>anni in conseguenza dell\u2019emergenza pandemica da COVID-19. Durante il periodo di restrizione del lockdown, le principali agenzie educative si sono interrogate, visto l\u2019obbligo del distanziamento, sulla possibilit\u00e0 di continuare a garantire prestazioni riabilitative, scegliendo quindi la modalit\u00e0 a distan\u0002za, vista l\u2019importanza della continuit\u00e0 e del monitoraggio attivo negli interventi psicoeducativi degli studenti con DSA\u00bb (Infra, pag. 68)<\/p>\n\n\n\n<div data-wp-interactive=\"\" class=\"wp-block-file\"><object data-wp-bind--hidden=\"!selectors.core.file.hasPdfPreview\" hidden class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/RIVISTA-EDUCRAZIA-1-numero-2022.pdf\" type=\"application\/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Incorporamento di Incorporamento di RIVISTA-EDUCRAZIA-1-numero-2022..\"><\/object><a href=\"https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/RIVISTA-EDUCRAZIA-1-numero-2022.pdf\">RIVISTA-EDUCRAZIA-1-numero-2022<\/a><a href=\"https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/RIVISTA-EDUCRAZIA-1-numero-2022.pdf\" class=\"wp-block-file__button\" download>Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VOLUME&nbsp;I NUMERO&nbsp;1 ANNO&nbsp;III Gennaio\/Giugno 2022 ISSN&nbsp;2705-0351 (online) Introduzionedi Paolina Mul\u00e8 Riflettere oggi sulla costruzione di un nuovo paradigma educativo tra inclusione, merito e digitale \u00e8 un nodo centrale dello scenario del Terzo Millennio. 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