{"id":170,"date":"2024-11-26T11:02:18","date_gmt":"2024-11-26T10:02:18","guid":{"rendered":"https:\/\/educrazia.com\/?p=170"},"modified":"2024-11-26T11:05:29","modified_gmt":"2024-11-26T10:05:29","slug":"on-line","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/educrazia.com\/?p=170","title":{"rendered":"On line Per una scuola inclusiva di qualit\u00e0 tra digitale, merito e metaverso. Verso nuove frontiere educative \/For an inclusive school of quality between digital, ment and metaverse. Towards new educational frontiers"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>VOLUME&nbsp;I<\/strong>&nbsp;<strong>NUMERO<\/strong>&nbsp;<strong>1<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ANNO&nbsp;IV Gennaio\/Giugno 2023<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ISSN\u00a02705-0351 (online)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Introduzione<\/p>\n\n\n\n<p>di Paolina Mul\u00e8 Universit\u00e0 degli Studi di Catania<\/p>\n\n\n\n<p>In questo lavoro, Per una scuola inclusiva di qualit\u00e0 tra digitale, merito e metaverso. Verso nuo\ufffeve frontiere educative, si raccolgono alcune riflessioni e pratiche elaborate non solo da accademici&nbsp;ma anche da docenti di Scuola Secondaria del I e II ciclo per comprendere quali sono i temi-problemi&nbsp; che stanno emergendo. Senza alcuna pretesa di esaustivit\u00e0, la riflessione sul tema \u00e8 di natura teorica e pratica in un contesto quale quello della scuola che appare variegato e complesso con studenti e&nbsp;studentesse sempre pi\u00f9 smarriti e disorientati.&nbsp; Si tratta di una scuola specchio della societ\u00e0 in cui dati e informazioni frammentano il tempo, ci isolano e ci bloccano in un eterno presente, vuoto e privo di punti di riferimento (Byung-Chulhan, Einaudi&nbsp; 2023, p. 38). E in questo scenario che opera il docente che deve diventare davvero un ricercatore in&nbsp;classe ma anche un partecipante alla ricerca, tenendo presente che la qualit\u00e0 di una scuola pi\u00f9 equa,&nbsp;giusta ed inclusiva si misura anche sull\u2019intreccio tra digitale e merito. Nel dibattito emerge sempre&nbsp;pi\u00f9 l\u2019attenzione ad una realt\u00e0 virtuale che fa emergere a scuola sempre pi\u00f9 la necessit\u00e0 di una forte&nbsp; ridefinizione culturale della professione del docente e, conseguentemente, della sua formazione in&nbsp; una scuola pi\u00f9 giusta, equa e inclusiva. Emerge, quindi, che \u00e8 importante formare un docente ricerca\ufffetore inclusivo che deve fare rete per integrare ed includere, fulcro principale dell\u2019azione educativa e&nbsp;didattica che tende verso l\u2019unitariet\u00e0 della persona, attraverso modalit\u00e0 organizzative diverse (scelte&nbsp;culturali per il curricolo e forme di co-gestione e costruzione dei saperi professionali con l\u2019utilizzo del&nbsp;digitale e di una realt\u00e0 virtuale).&nbsp; In estrema sintesi, occorre porre l\u2019accento su una riflessione critica dell\u2019agire educativo e su una risignificazione, in un\u2019ottica inclusiva, delle culture organizzative, della gestione delle risorse, del curricolo, della progettazione didattica, dei protocolli operativi, delle rappresentazioni e dei bisogni formativi dei docenti attraverso la rappresentazione digitale. Dalla formazione e dall\u2019agire del docente investigator inclusivo e digitale parte, in definitiva, il cambiamento che in classe porter\u00e0 risultati alle&nbsp; future generazioni, applicando una didattica inclusiva attraverso cui si dovranno rifondare i curricoli&nbsp;delle scuole e delle classi, nonch\u00e9 i vari percorsi formativi che si snodano dagli stessi curricoli quotidianamente, per annunciare l\u2019avvio di una nuova educazione sostenibile, equa e basata sul merito per&nbsp;il senso di una \u201cnuova democrazia\u201d per la societ\u00e0 contemporanea. Si tratta di una difficile scommessa&nbsp;a cui tutti gli operatori della scuola ma non solo, in linea con il principio di sussidiariet\u00e0, sono chiamati a rispondere per determinare il pieno successo formativo di tutti e di ciascuno. Ci\u00f2 \u00e8 necessario proprio perch\u00e9 l\u2019innovazione tecnologica ha radicalmente trasformato il panorama&nbsp;dell\u2019istruzione, offrendo opportunit\u00e0 senza precedenti per migliorare l\u2019apprendimento e l\u2019insegnamento. \u00c8 piuttosto noto infatti che le tecnologie dell\u2019istruzione, attraverso strumenti come piattaforme online, applicazioni educative e dispositivi digitali, stanno sempre pi\u00f9 cambiando le modalit\u00e0 di&nbsp;accesso alla conoscenza, dando agli studenti e alle studentesse la possibilit\u00e0 di accedere a lezioni,&nbsp;attraverso materiale didattico interattivo e risorse multimediali, facendo esplorare concetti comples\ufffesi in tanti modi innovativi e coinvolgenti, generando in maniera pi\u00f9 flessibile, differenziato e personalizzato l\u2019apprendimento. In questo senso, diversamente dalla staticit\u00e0 dei mezzi stampati, i mezzi&nbsp;digitali hanno caratteristiche distintive che fanno leva sulla versatilit\u00e0, ossia la capacit\u00e0 di rappresentare i contenuti in formati digitali o in diversi formati quali testo, immagini in movimento, suoni&nbsp;e combinazioni di testo e immagini, senza comprometterne l\u2019integrit\u00e0. Negli ultimi anni, le direttive&nbsp;ministeriali (D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, art. 11)&nbsp;hanno indirizzato le case editrici a fornire i testi anche nella versione digitale, accessibili tramite il&nbsp;server web dell\u2019editore o tramite CD\/DVD inclusi nella versione cartacea. Questi testi digitali includono elementi multimediali, integrazioni, aggiornamenti e materiali extra. Tale iniziativa ha aperto&nbsp;nuove possibilit\u00e0 per docenti e studenti, consentendo l\u2019acceso a risorse di supporto al libro progettate per adattarsi ai vari livelli cognitivi e fornire spiegazioni, chiarimenti rispetto a un determinato&nbsp;argomento (Cottini, 2017, p. 299). Attualmente, si sta analizzando l\u2019intreccio tra il mondo fisico e&nbsp;quello virtuale nel campo dell\u2019istruzione e della formazione. Gi\u00e0 Jean Baudrillard nel 1991 parlava&nbsp;di \u2018iperrealt\u00e0\u2019, intesa come uno stato in cui realt\u00e0 e simulazioni sono tanto perfettamente integrate da&nbsp;essere indistinguibili. Codici, modelli e segni diventano le forme di organizzazione di un nuovo ordine&nbsp;sociale dominato dalla simulazione e da una paradossale \u00abiperrealt\u00e0\u00bb (De la s\u00e9duction, 1980, trad.&nbsp;it. Della seduzione; Simulacres et simulation, 1981). In buona sostanza, si anticipa la costruzione dei&nbsp;mondi virtuali &#8211; che saranno sviluppati in formati dimensionali diversi in 3D-, che generer\u00e0 il Metaverso, intorno agli anni \u201970, con la riflessione del suo significato, la sua collaborazione, la creativit\u00e0 e&nbsp;la libera espressione di s\u00e9 (Matthew Ball, Garzanti, 2022). Il 3D \u00e8 una caratteristica essenziale per il&nbsp;Metaverso, in quanto consentir\u00e0 il trasferimento della cultura umana e del lavoro dal mondo fisico a&nbsp;quello digitale. In questo senso, Varcasia precisa che \u00abil metaverso \u00e8 inevitabile ed assume un ruolo rilevante sia&nbsp;nelle dimensioni dell\u2019insegnamento e dell\u2019apprendimento, sia nella dimensione della formazione e&nbsp;iniziale e continua. Il metaverso modellato come una continuit\u00e0 che unisce il mondo fisico e quello&nbsp;virtuale, in gran parte attraverso l\u2019esistenza di \u201cavatar\u201d come identit\u00e0 digitali, la rappresentazione digitale di se stessi nel mondo digitale, pone sfide e opportunit\u00e0 nel processo di insegnamento\u00bb (Infra,&nbsp;p.7). Dall\u2019analisi emerge in maniera chiara che \u00abIl metaverso \u00e8 un universo post-realt\u00e0; \u00e8 un ambiente&nbsp;multiutente perpetuo che combina realt\u00e0 fisica e virtualit\u00e0 digitale e basandosi sulla convergenza di&nbsp;tecnologie che consentono interazioni multisensoriali con ambienti virtuali, oggetti digitali e perso\ufffene, come la realt\u00e0 virtuale (VR) e la realt\u00e0 aumentata (AR), diventa una rete di ambienti immersivi&nbsp;sociali e di rete su piattaforme multiutente persistenti, consentendo la comunicazione dell\u2019utente,&nbsp;incarnato in tempo reale, e le interazioni dinamiche con artefatti digitali\u00bb (Infra, p. 7 ).&nbsp;Mentre Casella ritiene che il metaverso sia lo spazio digitale 3D mescolato con il mondo reale e il&nbsp;mondo virtuale, diventando una tendenza dell\u2019educazione futura ed assume i connotati di un grande&nbsp;potenziale. A tal proposito analizza quattro potenziali applicazioni del metaverso nell\u2019istruzione. E&nbsp;precisamente: \u00abl\u2019apprendimento misto, l\u2019apprendimento delle lingue, l\u2019educazione basata sulle com\ufffepetenze e l\u2019 educazione inclusiva\u00bb (Infra, p.14).&nbsp;Monaco e Muscar\u00e0 indagano la \u00abpossibilit\u00e0 di costruire setting didattici virtuali per favorire l\u2019inclusione a scuola, in presenza di alunni con Autism Spectrum Disorder (ASD).Una prima parte \u00e8 dedicata&nbsp;all\u2019analisi di alcuni contributi nell\u2019ambito delle neuroscienze, nel tentativo di spiegare la complessit\u00e0&nbsp;fenomenologica delle persone con ASD e, successivamente, alle funzionalit\u00e0 del protocollo Safe and&nbsp;Sound Protocol (SSP), elaborato da Stephen W. Porges, nell\u2019ambito della sua teoria polivagale, che&nbsp;utilizza la stimolazione acustica per migliorare il comportamento sociale di tali persone. Nella secon\ufffeda parte si tenta di avviare una riflessione pedagogica sulla possibilit\u00e0 di costruire ed utilizzare una&nbsp;piattaforma virtuale, adattabile agli indicatori e alle variabili di interazione con la persona con ASD,&nbsp;che consenta di intervenire sull\u2019attenzione congiunta, considerata un precursore dell\u2019intersoggettivit\u00e0, della reciprocit\u00e0, dell\u2019empatia e della teoria della mente. La proposta progettuale prende l\u2019avvio&nbsp;dall\u2019ipotesi che la coniugazione del protocollo di stimolazione dell\u2019orecchio medio con la Augmented&nbsp;Reality, poich\u00e9 incrementa il sistema di coinvolgimento sociale, potrebbe essere utile a scuola per organizzare setting didattici digitali inclusivi, favorevoli alla co-regolazione empatica del gruppo classe,&nbsp;considerata nella prospettiva della evidence based education come la \u201cvia regia\u201d alla mentalizzazione&nbsp;e all\u2019intersoggettivit\u00e0\u00bb (Infra, p.19). Sardone, partendo dall\u2019esame della competenza digitale, cos\u00ec come indicata nella Raccomandazione&nbsp;del Parlamento Europeo e del Consiglio dell\u2019Unione Europea del 2006, aggiornata nel 2018, presenta&nbsp;\u00abalcune strategie didattiche per l\u2019inclusione, mettendo in evidenza il ruolo fondamentale del docente&nbsp;e le prospettive per il futuro\u00bb (Infra, p.31). Pezzolla e Valenza esplorano \u00abl\u2019integrazione del metaverso nell\u2019ambito scolastico, in particolare nelle&nbsp;scuole superiori, analizzando le opportunit\u00e0 e le sfide legate all\u2019uso di questo strumento innovativo&nbsp;nella didattica. Attraverso l\u2019esperienza di studenti del Liceo classico Vittorio Emanuele II di Palermo,&nbsp;il metaverso si \u00e8 dimostrato capace di migliorare l\u2019apprendimento, grazie a esperienze immersive e&nbsp;interattive, come la creazione di musei virtuali dedicati a Euclide e Galileo. Gli studenti hanno riscon\ufffetrato un aumento del coinvolgimento, della motivazione e della collaborazione. Tuttavia, \u00e8 emersa&nbsp;la necessit\u00e0 di una formazione specifica per i docenti per sfruttare appieno il potenziale di questa&nbsp;tecnologia\u00bb (Infra, p.40).Savino intende, infine, offrire una panoramica \u00absulle tipologie di Ambienti Virtuali Multiutente (MUVE)&nbsp;e affrontare il tema degli ambienti virtuali tridimensionali all\u2019interno di contesti formali didattici ma&nbsp;anche non formali, esplorarando le possibilit\u00e0 offerte da tanti diversi mondi virtuali tridimensionali&nbsp;multiutente, nell\u2019ambito dell\u2019online-learning, nonch\u00e9 sperimentando un processo di allestimento di&nbsp;ambienti di apprendimento in ambiente scolastico attraverso metodologie e strumenti didattici che&nbsp;sfruttano la sinergia tra le due parti\u00bb (Infra., p.49).<\/p>\n\n\n\n<div data-wp-interactive=\"\" class=\"wp-block-file\"><object data-wp-bind--hidden=\"!selectors.core.file.hasPdfPreview\" hidden class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/RIVISTA-EDUCRAZIA-1-numero-2023.pdf\" type=\"application\/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Incorporamento di RIVISTA-EDUCRAZIA-1-numero-2023.\"><\/object><a id=\"wp-block-file--media-77f52ac3-7475-4d59-bd5b-b270f008c0d6\" href=\"https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/RIVISTA-EDUCRAZIA-1-numero-2023.pdf\">RIVISTA-EDUCRAZIA-1-numero-2023<\/a><a href=\"https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/RIVISTA-EDUCRAZIA-1-numero-2023.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-77f52ac3-7475-4d59-bd5b-b270f008c0d6\">Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VOLUME&nbsp;I&nbsp;NUMERO&nbsp;1 ANNO&nbsp;IV Gennaio\/Giugno 2023 ISSN\u00a02705-0351 (online) Introduzione di Paolina Mul\u00e8 Universit\u00e0 degli Studi di Catania In questo lavoro, Per una scuola inclusiva di qualit\u00e0 tra digitale, merito e metaverso. 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