{"id":244,"date":"2026-03-21T18:01:57","date_gmt":"2026-03-21T17:01:57","guid":{"rendered":"https:\/\/educrazia.com\/?p=244"},"modified":"2026-03-21T18:02:22","modified_gmt":"2026-03-21T17:02:22","slug":"pubblicazione-volume-1-numero-2-anno-vi-luglio-dicembre-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/educrazia.com\/?p=244","title":{"rendered":"Pubblicazione Volume 1 Numero 2 ANNO VI Luglio\/Dicembre 2025"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Educare al tempo dell\u2019IA. Nuovi scenari di apprendimento, cittadinanza e inclusione di qualit\u00e0<\/strong>\/<strong><em>Education in the AI age. New scenarios of learning, citizenship and quality inclusion<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Introduzione \/ Introduction<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>IA, Pedagogia, didattica. Alcuni contributi sulle sfide future per una scuola pi\u00f9 accessibile ed inclusiva<\/strong><strong>\/<\/strong><strong> <\/strong><strong><em>AI, Pedagogy, Teaching. <\/em><\/strong><strong><em>Some contributions on future challenges for a more accessible and inclusive school system.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Prof.ssa Paolina Mul\u00e8 (Universit\u00e0 di Catania)<\/p>\n\n\n\n<p>Questo numero <strong>Educare al tempo dell\u2019IA. Nuovi scenari di apprendimento, cittadinanza e inclusione di qualit\u00e0\/Education in the AI age. New scenarios of learning, citizenship and quality inclusion<\/strong> offre un\u2019attenta riflessione sull\u2019argomento grazie al contributo di numerosi studiosi di ambiti disciplinari diversi. In particolare, tutti i contributi hanno un filo rosso in comune che riguarda l\u2019esplorazione di come l\u2019educazione possa affrontare le sfide poste dall\u2019intelligenza artificiale, dalla cultura digitale e dalle trasformazioni sociali contemporanee mediante molteplici ibridazioni feconde. Si tratta di superare la semplice integrazione del digitale nei contesti formativi, per ripensare la conoscenza e la didattica come processi dinamici, in cui corpi, algoritmi, dati e ambienti di apprendimento si intrecciano in nuove ecologie della conoscenza. Per tale ragione, oggi diventa centrale promuovere una riflessione critica e meta-disciplinare capace di generare una pedagogia e una didattica che abiti consapevolmente la complessit\u00e0 scolastica del presente attraverso la configurazione di un docente con competenze digitali, che costitutivamente si connotano per il carattere multidimensionale. Si tratta di una scuola che necessita sempre pi\u00f9 di un docente che sia in grado, da un lato, di operare nel mondo dei documenti digitali (media literacy) per affrontare compiti e risolvere problemi, scegliere ed usare le diverse applicazioni in relazione ad un compito, dall\u2019altro lato, di partecipare al processo di costruzione di nuove conoscenze, attraverso comunit\u00e0 di pratiche costruendo in ambienti virtuali e in modo cooperativo, e condividendo informazioni e conoscenze in un ambiente tecnologico. Si approfondiranno, pertanto, temi inerenti agli alfabeti digitali, le epistemologie del digitale, l\u2019intelligenza artificiale, la cittadinanza digitale, la valutazione degli apprendimenti, lo sviluppo dell\u2019autodeterminazione, le percezioni dei docenti, rischi etici e bisogni formativi nell\u2019era dell\u2019IA.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal pensiero collettivo emergono, quindi, alcune prospettive interpretative e ricerche educative differenti ma tutte legate dall\u2019espressione <em>Educare al tempo dell\u2019IA<\/em>, la cui analisi implica la riflessione di processi dinamici e multidimensionali che si svelano attraverso<em> <\/em>forme plurime legati ad alcuni ruoli e funzioni sociali, alla formazione, alla comunicazione, ai beni relazionali. Nello specifico, le ricerche hanno delineato un panorama variegato. &nbsp;Alessio Annino e Saira Iftikhar approfondiscono il \u00abrapporto complesso tra i processi di apprendimento supportati dal digitale e dalla AI e la didattica per la nuova cittadinanza contemporanea, in prospettiva inclusiva e multiculturale, evidenziando come l\u2019ultimo decennio ha segnato un aumento significativo dell&#8217;uso delle applicazioni di IA, e questa crescita \u00e8 stata accolta e accettata incondizionatamente in molti ambiti, con alcuni picchi e oscillazioni. Anche i sistemi educativi hanno utilizzato apertamente l&#8217;IA e questo ha richiesto la definizione di alcune linee operative, prima che i rischi connessi ad un suo uso cieco diventino irreversibili. Senza dubbio, il settore dell&#8217;istruzione ne ha beneficiato in molti aspetti e, quando si tratta dell&#8217;Italia, le sue istituzioni educative cercano di crescere grazie all&#8217;uso di strumenti di IA. Contemporaneamente, ricercatori e critici si preoccupano per gli aspetti etici e di sicurezza connessi all&#8217;uso dell&#8217;IA, insieme ad altre limitazioni da superare per ottenere il massimo vantaggio. Questo articolo ha utilizzato una revisione sistematica per trarre conclusioni su come l&#8217;IA sia utile in educazione e quali limiti vi siano, per coltivare lo spirito critico anche con la lettura, su carta o con l\u2019ausilio del digitale. In particolare, recenti studi interdisciplinari mostrano come durante l&#8217;adolescenza, caratterizzata da intensa plasticit\u00e0 e riorganizzazione cognitiva, la lettura rappresenti uno strumento privilegiato per lo sviluppo del pensiero astratto, della riflessione metalinguistica e dell&#8217;autoregolazione, che sono anche essenziali per l&#8217;interiorizzazione dei valori e dei principi della cittadinanza\u00bb [Infra, Annino, Iftikhar,cit., p.11]. Sergio Bellantonio evidenzia che \u00abl\u2019intelligenza artificiale (IA) sta trasformando profondamente i setting educativo-formativi, sollevando interrogativi pedagogici, etici e inclusivi di un certo rilievo. L\u2019articolo intendere riflettere sulla relazione tra l\u2019IA e il processo di apprendimento in ambito didattico, proponendo una riflessione critica sul ruolo della tecnologia nella formazione formale contemporanea. Se, da un lato, si evidenzia come l\u2019IA possa supportare la personalizzazione dei percorsi formativi, favorendo l\u2019accesso e la partecipazione di studenti e studentesse con bisogni educativi differenti, dall\u2019altro, l\u2019adozione di questa richiede una matrice di senso pedagogico consapevole, che mantenga la centralit\u00e0 della relazione educativa e del docente come mediatore di senso. In ambito didattico, l\u2019IA pu\u00f2 essere cos\u00ec un valido alleato dell\u2019apprendimento e dell\u2019inclusione solo se inserita in un progetto fondato sulla dignit\u00e0 della persona, sulla diversit\u00e0 dei percorsi e sulla costruzione condivisa dei saperi. La sfida educativa non \u00e8 solo tecnologica, ma profondamente culturale, etica e pedagogica\u00bb. [Infra, Bellantonio,cit., p. 20].<\/p>\n\n\n\n<p>Nicola Bruno sottolinea che<strong> \u00ab<\/strong>L\u2019emergere dell\u2019intelligenza artificiale generativa (GenAI) sta ridefinendo la <em>media literacy education<\/em>, mettendo in discussione categorie consolidate come la distinzione tra fonti primarie e secondarie. La produzione di contenuti tramite modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) introduce nuove forme di autorialit\u00e0, che Luciano Floridi (2025) ha descritto come <em>distant writing<\/em>: testi non pi\u00f9 semplicemente scritti, ma progettati, dove l\u2019autore umano assume il ruolo di designer e il modello generativo diventa co-autore. Da questo quadro derivano le <em>quasi-fonti <\/em>(Serres, 1980), entit\u00e0 ibride che richiedono nuovi alfabeti interpretativi. La letteratura pi\u00f9 recente converge su due approcci metodologici complementari per la valutazione delle fonti sintetiche: la provenienza assertiva, che punta a sistemi di tracciabilit\u00e0 (<em>watermark<\/em>, metadati, filigrane), e l\u2019analisi contestuale, che privilegia pratiche indiziarie, lettura laterale e riconoscimento di <em>pattern<\/em>. Il contributo, ancorato a framework internazionali (UNESCO, OECD, DigComp 3.0), propone di integrare questi approcci nei curricoli educativi. L\u2019obiettivo \u00e8 sviluppare negli studenti la capacit\u00e0 di leggere criticamente le <em>quasi-fonti<\/em>, riconoscendo i processi che le hanno generate, e di trasformare la valutazione delle fonti in una competenza fondamentale non solo per l\u2019apprendimento, ma per la cittadinanza democratica\u00bb [Infra, Bruno, cit., p. 29].<\/p>\n\n\n\n<p>Valentina Paola Cesarano e Giorgia Ruzzante si soffermano sul tema dell\u2019autodeterminazione delle persone con disabilit\u00e0 nel processo di costruzione del progetto di vita, evidenziando ostacoli e opportunit\u00e0. Evidenziano come nonostante i progressi pedagogici e normativi, permangono barriere culturali, carenze educative, vincoli istituzionali e difficolt\u00e0 cognitive che limitano la possibilit\u00e0 di esercitare pienamente scelte autonome e consapevoli. \u00abIn questo quadro, le nuove tecnologie emergono come risorse strategiche per sostenere l\u2019empowerment e l\u2019inclusione sociale. Viene proposta l\u2019analisi di due strumenti volti a promuovere l&#8217;autodeterminazione nel contesto francese e nel contesto italiano, che mostra come strumenti digitali e metodologie partecipative possano promuovere qualit\u00e0 della vita e autodeterminazione, pur richiedendo un rafforzamento delle reti di supporto educative, familiari e comunitarie\u00bb [Infra, Cesarano e Ruzzante, cit., p. 38]<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanna Coletta analizza, invece, il valore pedagogico del gioco nella tradizione educativa e ne problematizza l\u2019integrazione con l\u2019intelligenza artificiale nella scuola primaria. \u00abMuovendo da una prospettiva teorico-riflessiva, l\u2019articolo si interroga su come l\u2019incontro tra didattica ludica e strumenti di IA possa configurarsi come pratica pedagogicamente fondata, capace di sostenere motivazione, creativit\u00e0 e inclusione. Dopo un inquadramento teorico sul ruolo del gioco e sui modelli inclusivi contemporanei, viene presentato lo studio di caso esplorativo del laboratorio <em>Fiabe in squadra<\/em>, realizzato in una classe terza della scuola primaria. Attraverso un\u2019osservazione qualitativa delle dinamiche cooperative e delle produzioni narrative, emergono elementi di efficacia in termini di partecipazione attiva, sviluppo narrativo e verbalizzazione delle emozioni, pur in un contesto eterogeneo e non generalizzabile. L\u2019articolo discute inoltre le criticit\u00e0 legate alla mediazione docente e all\u2019uso consapevole dell\u2019IA, evidenziando le implicazioni pedagogiche e le prospettive di ricerca aperte dall\u2019integrazione tra gioco e tecnologie intelligenti\u00bb [Infra, Coletta, cit. p. 51].<\/p>\n\n\n\n<p>Margherita Coppolae Rosa Vegliante si soffermano sui \u00abNot in Education, Employment or Training (NEET). Secondo il Report \u201cIntercettare i Neet\u201d del 2021, realizzato dal Ministero delle Politiche Giovanili, sebbene le indagini in questo ambito siano attive da anni, risultano ancora scarse le prove concrete sulle strategie di coinvolgimento pi\u00f9 efficaci e persistenti. Questo aspetto \u00e8 strettamente legato alla complessit\u00e0 intrinseca della categoria dei NEET che include, sotto un unico termine, individui con percorsi di vita, abilit\u00e0 e situazioni psico-sociali differenti. L\u2019iniziativa Garanzia Giovani ha dimostrato che, in assenza di azioni di sensibilizzazione concrete e indirizzate specificatamente ai NEET, nessun percorso di lavoro o reinserimento pu\u00f2 evitare che gli stessi restino fuori dai processi di immissione nel mondo del lavoro. In questo lavoro, si intende focalizzare l\u2019attenzione su come le innovazioni tecnologiche possano essere al contempo causa e soluzione del problema NEET\u00bb [Infra, Coppola e Vegliante, cit., p. 64].<\/p>\n\n\n\n<p>Ciro D\u2019Ambrosio e Giovanni Iannuzzi si soffermano sullo \u00abruolo della \u201ccittadinanza\u201d al centro degli attuali scenari dell\u2019apprendimento in un\u2019era caratterizzata dall\u2019accelerazione digitale e l\u2019ascesa dell\u2019intelligenza artificiale. L\u2019occasione \u00e8 quella del recente ritorno dell\u2019educazione civica come materia di insegnamento trasversale in un contesto molto specifico, quale l\u2019istruzione in et\u00e0 adulta. In questo quadro si pone di osservare le pratiche attuate dai Centri Provinciali degli Adulti in risposta ai fabbisogni emergenti di alfabetizzazione, inclusione e partecipazione attiva. La ricerca empirica si concentra sull\u2019esplorazione ed enumerazione delle tematiche contenute nei Piani Triennali dell\u2019Offerta Formativa dei Centri per gli Adulti rapportandole alle nuove indicazioni ministeriali e rilevando come stiano cambiando le prospettive alla luce della grande evoluzione tecnologica in atto. Il risultato chiave \u00e8 nella raffigurazione di una \u201ccittadinanza digitale\u201d che attualizza la \u201cCostituzione\u201d lasciando emergere tematiche relative alle fake news e attendibilit\u00e0 delle fonti, identit\u00e0 digitale e privacy, utilizzo consapevole e sicurezza della rete, accostandosi, per diffusione e importanza, ai temi costituzionali di un tempo (istituzioni, diritti, doveri). Un cambiamento rilevante tra un vecchio e modo nuovo di intendere il ruolo della cittadinanza: l\u2019alfabetizzazione civica tradizionale chiama in causa una concreta forma di literacy, ovvero delle competenze necessarie per agire in modo critico e responsabile in una societ\u00e0 in trasformazione\u00bb [Infra, D\u2019Ambrosio e Iannuzzi, cit., p. 73]. Rocco Digilio e Gema Guevara-Rinc\u00f3n riflettono sull\u2019utilizzo della \u201cfavola\u201d per l\u2019apprendimento di una seconda lingua. \u00abLa favola, pertanto, viene considerata una preziosa risorsa pedagogica. Essa, come vedremo, riverbera i suoi positivi effetti sia sulla motivazione degli studenti sia sull\u2019efficienza del rapporto insegnamento-apprendimento. In tale prospettiva, sar\u00e0 esaminata altres\u00ec la possibilit\u00e0 di applicare la tecnologia e l\u2019intelligenza artificiale che, se ben intese, costituiranno un validissimo supporto alla didattica in generale, oltre che un significativo stimolo per educare alla creativit\u00e0\u00bb [Infra, Digilio e Guevara-Rinc\u00f3n, cit., p. 84].<\/p>\n\n\n\n<p>Davide Di Palma Gianluca Gravino e Generoso Romano presentano \u00abuno studio, condotto in una scuola primaria italiana con un campione di circa 300 studenti (et\u00e0 7-10 anni) e 50 insegnanti, tra cui 20 insegnanti di sostegno, analizza l\u2019impatto dell\u2019IA su cinque dimensioni chiave: motivazione allo studio, percezione di autoefficacia, inclusione scolastica, percezione dell\u2019IA da parte degli insegnanti ed efficacia della formazione docente. Il disegno di ricerca adotta un approccio qualitativo-quantitativo: da un lato, sono stati utilizzati strumenti psicometrici validati (ESMS, MSES-C, MSCQ), dall\u2019altro sono state condotte interviste semi-strutturate con gli insegnanti. I risultati mostrano un impatto positivo dell\u2019IA, in particolare nei contesti inclusivi, con un significativo incremento della motivazione intrinseca, della percezione di appartenenza e del senso di autoefficacia, soprattutto negli individui con ASD. Le interviste evidenziano un apprezzamento generale da parte degli insegnanti verso le potenzialit\u00e0 dell\u2019IA, nonostante alcune difficolt\u00e0 legate alla formazione e all\u2019integrazione con la didattica tradizionale\u00bb [Infra, Di Palma, Gravino e Romano, cit., p. 95].&nbsp; Davide Di Palma, Fabiola Palmiero, Giovanna Scala e Giovanni Tafuri presentano in uno studio \u00abl\u2019impatto di un percorso formativo sull\u2019Intelligenza Artificiale (IA) e la cittadinanza digitale su sessanta studenti di un istituto tecnico. Un gruppo sperimentale (n=30) ha partecipato a cinque settimane di attivit\u00e0 incentrate sullo sviluppo di competenze digitali e riflessione etico-sociale; un gruppo di controllo (n=30) ha invece seguito il curricolo tradizionale. La Digital Citizenship Scale (Choi, Glassman &amp; Cristol, 2017) \u00e8 stata somministrata in pre- e post-test per misurare i livelli di responsabilit\u00e0, partecipazione civica, abilit\u00e0 tecniche e prospettiva critica nell\u2019ambiente online. Inoltre, due focus group hanno esplorato le percezioni degli studenti riguardo all\u2019uso consapevole dell\u2019IA e ai rischi della disinformazione digitale. I risultati quantitativi mostrano un incremento significativo dei punteggi del gruppo sperimentale rispetto al controllo (p &lt; .05), mentre i dati qualitativi evidenziano una maggiore sensibilit\u00e0 degli studenti verso l\u2019impatto sociale e politico dell\u2019IA, insieme a un miglioramento nell\u2019utilizzo collaborativo delle tecnologie. Questi risultati suggeriscono che un approccio didattico mirato, basato su metodologie attive e cooperazione tra pari, possa favorire la crescita di cittadini digitali pi\u00f9 critici e responsabili, contribuendo a una formazione adeguata alle sfide dell\u2019era dell\u2019IA\u00bb [Infra, Di Palma, Palmiero, Scala e Tafuri, cit., p. 110].<\/p>\n\n\n\n<p>Alessio Fabiano, Giuseppe Nobile analizzano \u00abla diffusione dell\u2019Intelligenza Artificiale (IA) nei contesti scolastici precisando che essa sta trasformando le modalit\u00e0 di raccolta, interpretazione e comunicazione delle evidenze valutative. Mentre i sistemi automatizzati promettono efficienza, personalizzazione e supporto ai processi di formative assessment, emergono interrogativi etici e pedagogici circa l\u2019affidabilit\u00e0 della misurazione, l\u2019agentivit\u00e0 del docente, l\u2019interpretazione critica dei dati e la responsabilit\u00e0 del giudizio. Il presente contributo analizza criticamente l\u2019intersezione tra IA e valutazione formativa nella scuola, valorizzando le riflessioni della pedagogia italiana e internazionale. Le evidenze scientifiche mostrano come l\u2019IA possa migliorare la tempestivit\u00e0 del feedback, la personalizzazione dei percorsi e il monitoraggio continuo delle difficolt\u00e0, ma non possa sostituire le dimensioni dialogiche, situate e soggettive della valutazione educativa. Si propone di delineare una nuova ecologia della valutazione, fondata sull\u2019AI Literacy dei docenti, sulla trasparenza algoritmica e sulla centralit\u00e0 della responsabilit\u00e0 professionale nell\u2019interpretazione del giudizio\u00bb [Infra, Fabiano e Nobile, cit., p. 118]<\/p>\n\n\n\n<p>Concetta Ferrantino, Deborah Gragnaniello approfondiscono pure loro l\u2019Intelligenza Artificiale (IA) precisando che essa sta \u00abassumendo un ruolo crescente nei processi di valutazione scolastica, offrendo opportunit\u00e0 e sfide particolarmente rilevanti per la scuola primaria. Tradizionalmente centrata sulla funzione sommativa e certificativa, la valutazione viene oggi ripensata in chiave formativa, come processo continuo di feedback e sostegno all\u2019apprendimento. In questa prospettiva, l\u2019IA pu\u00f2 rappresentare una leva trasformativa, capace di garantire tempestivit\u00e0, personalizzazione e inclusione. Strumenti quali sistemi adattivi, learning analytics e Intelligent Tutoring Systems consentono di monitorare i progressi, individuare precocemente difficolt\u00e0 e fornire percorsi calibrati sulle caratteristiche individuali degli alunni, promuovendo engagement e autoregolazione. [\u2026] Tuttavia, il loro impiego solleva criticit\u00e0 etiche e pedagogiche di primo piano (Floridi, 2019; Andler, 2024). Centrale rimane il ruolo dei docenti, chiamati a mediare tra automatismi e complessit\u00e0 educativa, trasformando i dati in occasioni formative)\u00bb [Infra, Ferrantino e Gragnaniello, cit., p. 127].<\/p>\n\n\n\n<p>Amelia Lecce, Stefano Di Tore esplorano \u00able percezioni dei docenti in formazione sull\u2019uso di tecnologie digitali per la didattica inclusiva in un contesto segnato dall\u2019ascesa dell\u2019intelligenza artificiale (AI). Il campione \u00e8 composto da&nbsp;107 docenti in formazione&nbsp;che hanno compilato una&nbsp;scheda SWOT&nbsp;relativa all\u2019ultimo strumento digitale\/tecnologico impiegato. Le risposte testuali sono state raccolte in Excel e analizzate con un approccio&nbsp;misto: (a)&nbsp;codifica lessicale per l\u2019estrazione dei temi maggiormente ricorrenti, (b) conteggio di&nbsp;frequenze e co-occorrenze&nbsp;dei temi per quadrante SWOT, (c)&nbsp;interpretazione qualitativa dei temi ricorrenti nella didattica inclusiva\u00bb [Infra, Lecce, Di Tore, cit., p. 141]. Giulia Lombardo presenta \u00abuna riflessione teorica sull\u2019uso inclusivo dell\u2019Artificial intelligence in education (AIED). Il tema dell\u2019inclusione \u00e8 analizzato seguendo un duplice binario. Il primo inquadra l\u2019inclusione all\u2019interno della didattica basata sulle competenze, mettendo in luce le ambiguit\u00e0 rispetto alle finalit\u00e0 educative sottese al modello pedagogico costruttivista e la conseguente learnification del discorso educativo (Biesta, 2006). Il secondo affronta il tema dell\u2019inclusione, seguendo la revisione dei principali documenti UNESCO condotta da Cesaroni (2024) che evidenzia la prevalenza di un approccio tecno-soluzionista che riduce l\u2019inclusione a integrazione. La natura teorica del presente contributo ambisce a restituire l\u2019AIED al contesto sociopolitico del suo utilizzo e alle profonde modificazioni epistemologiche derivanti dall\u2019ibridazione del reale con il digitale, l\u2019onlife (Floridi, 2014). Il legame tra tecnologie e potere (Winner, 2017) si evidenzia come aspetto fondamentale in relazione a un uso etico e inclusivo delle tecnologie digitali e dell\u2019intelligenza artificiale (IA). Il principio dell\u2019esplicabilit\u00e0 (Floridi, 2022) applicato all\u2019AIED e una literacy adeguata a docenti e discenti si rivelano quanto mai necessari nel momento in cui prendiamo atto del pericolo posto dal colonialismo dell\u2019AIED (Holmes e Tuomi, 2022) e del rischio che gli interessi economici prevalgano sulle finalit\u00e0 educative (Holmes et al., 2022)\u00bb [Infra, Lombardo, cit., p. 153].&nbsp; Corrado Muscar\u00e0 analizza \u00abil Gruppo di Lavoro Operativo per l\u2019Inclusione (GLO) nell\u2019attuale scenario contraddistinto dalla diffusione dell\u2019intelligenza artificiale (IA), proponendo una lettura pedagogica che lo qualifica come spazio di co-progettazione, corresponsabilit\u00e0 e autenticit\u00e0 educativa. A partire dalla prospettiva bio-psico-sociale dell\u2019ICF e dal quadro normativo italiano (dalla Legge 104\/1992 ai recenti dispositivi su PEI e GLO), l\u2019articolo interpreta il GLO non come mero adempimento formale, ma come contesto di decisioni educative e didattiche in cui si integrano contributi professionali e familiari, orientati alla realizzazione del progetto di vita dell\u2019alunno\/a con disabilit\u00e0. L\u2019IA viene discussa come possibile supporto ai processi di documentazione, organizzazione delle informazioni e riflessivit\u00e0, evidenziando al contempo i rischi di semplificazione e deleghe decisionali in mancanza di una cornice etico-pedagogica esplicitamente assunta e condivisa. In questo quadro, il contributo sostiene l\u2019ineludibilit\u00e0 di una mediazione pedagogica e di una formazione specifica dei componenti del GLO, finalizzata allo sviluppo di competenze critiche, riflessive ed etiche, come condizione per garantire la centralit\u00e0 della corresponsabilit\u00e0 educativa nei processi di inclusione scolastica\u00bb [Infra, Muscar\u00e0, cit., p. 164].<\/p>\n\n\n\n<p>Valentina Perciavalle, Maria Luisa Boninelli analizzano \u00abil ruolo delle TIC assistive negli interventi scolastici abilitativi rivolti ad alunni e alunne con disturbo dello spettro autistico nella scuola dell\u2019infanzia e primaria, in una prospettiva di progettazione inclusiva dell\u2019apprendimento. Muovendo dal quadro storico\u2011normativo italiano ed europeo, viene ricostruito il passaggio dal modello medico\u2011assistenziale al paradigma bio\u2011psico\u2011sociale dell\u2019ICF e al riconoscimento delle tecnologie come mediatori pedagogici all\u2019interno del PEI e dei dispositivi di inclusione. Il contributo propone quindi una rassegna critica delle pi\u00f9 recenti evidenze scientifiche sull\u2019efficacia delle TIC assistive per la CAA, la strutturazione dell\u2019ambiente di apprendimento, l\u2019accesso ai contenuti curricolari e la regolazione emotivo\u2011sensoriale degli alunni nello spettro autistico. Nella parte applicativa vengono presentati esempi di pratiche didattiche evidence\u2011based nella scuola dell\u2019infanzia e primaria, con particolare attenzione a tablet e app CAA, agende visive digitali, software per l\u2019apprendimento e strumenti per il benessere emotivo, integrati in percorsi personalizzati. L\u2019articolo intende offrire a insegnanti, educatori e professionisti dell\u2019inclusione un quadro teorico\u2011metodologico e operativo per un uso consapevole delle TIC assistive, capace di sostenere comunicazione, partecipazione, autonomia e sviluppo socio\u2011emotivo degli alunni con disturbo dello spettro autistico\u00bb [Infra, Perciavalle, Boninelli, cit., p. 172].<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea Raciti si sofferma sulla didattica inclusiva nell\u2019era dell\u2019IA con particolare attenzione ai nuovi paradigmi educativi e tecnologie intelligenti a supporto della dislessia. In questo senso, sottolinea che \u00abun\u2019integrazione critica e consapevole delle tecnologie basate sull\u2019IA all\u2019interno della dimensione inclusiva degli alunni con dislessia costituisce una frontiera trasformativa capace di superare i limiti dei tradizionali strumenti compensativi e di offrire una personalizzazione dinamica dell\u2019apprendimento. Tuttavia, le tecnologie basate sull\u2019IA possono realmente contribuire al superamento delle disuguaglianze educative e al contrasto di nuove forme di esclusione solamente attraverso un approccio sistemico, capace di garantire anche agli studenti con bisogni educativi speciali una piena accessibilit\u00e0 di questi strumenti\u00bb [Infra, Raciti, cit., p. 182].<\/p>\n\n\n\n<p>Vincenzo Nunzio Scalcione si sofferma sull\u2019Intelligenza artificiale e la valutazione degli apprendimenti: architetture computazionali per la misurazione adattiva delle competenze, \u00abproponendo un quadro teorico-metodologico che articola le possibilit\u00e0 offerte dalle architetture computazionali contemporanee nella misurazione delle competenze educative. Attraverso l&#8217;analisi critica dei principali paradigmi valutativi mediati dall&#8217;IA \u2013 dai sistemi di tutoraggio intelligente agli algoritmi di analisi semantica automatica \u2013 lo studio identifica le condizioni epistemologiche, tecniche ed etiche necessarie per un&#8217;implementazione pedagogicamente fondata di tali strumenti. I risultati evidenziano come l&#8217;intelligenza artificiale, lungi dal costituire un mero dispositivo di automazione valutativa, possa configurarsi quale elemento di potenziamento della funzione diagnostica e formativa dell&#8217;assessment, a condizione che vengano preservati i principi di trasparenza algoritmica, equit\u00e0 procedurale e primato del giudizio professionale docente. Inserito nel pi\u00f9 ampio dibattito sulle politiche educative europee relative alla digitalizzazione e all&#8217;innovazione pedagogica, il contributo si propone di delineare prospettive operative per una governance responsabile dell&#8217;IA nei contesti valutativi scolastici, promuovendo un approccio evidence-informed che coniughi rigore metodologico, sensibilit\u00e0 pedagogica e consapevolezza delle implicazioni socio-politiche connesse all&#8217;impiego di sistemi intelligenti nella formazione\u00bb [Infra, Scalcione, cit., p. 191]. Ines Tedesco, Maria Annarumma, Emma Del Vecchio, Valentina Tortora indagano \u00abil ruolo dell\u2019Arte Narrativa nei contesti educativi e formativi, evidenziandone la capacit\u00e0 di promuovere processi di auto-espressione, riflessione critica e costruzione di significati, elementi fondamentali per un apprendimento autentico. Attingendo alle basi teoriche dell\u2019autobiografia e della pedagogia narrativa, questa riflessione teorica esamina come le pratiche narrative, inclusa la scrittura autobiografica e la narrazione di storie, possano migliorare la consapevolezza personale, facilitare l\u2019apprendimento e promuovere esperienze educative trasformative. L\u2019analisi si avvale dei contributi teorici di studiosi quali Demetrio e Bruner, mettendo in luce la rilevanza epistemologica della narrazione come dispositivo ermeneutico nella costruzione del significato e come strumento cognitivo per orientarsi nelle complessit\u00e0 dell\u2019esperienza umana. Infine, lo studio indaga l\u2019intersezione tra Arte Narrativa e tecnologie immersive, in particolare i metaversi, considerati strumenti capaci di ampliare l\u2019accessibilit\u00e0 e l\u2019inclusivit\u00e0 nella creazione e fruizione dell\u2019arte. L\u2019Arte Narrativa si configura come un dispositivo pedagogico di rilievo, in grado di promuovere lo sviluppo integrale della persona, favorire il pensiero critico, sostenere la creativit\u00e0 e incentivare pratiche educative inclusive\u00bb [Infra, Tedesco, Annarumma, Del Vecchio, Tortora, cit., p. 208].<\/p>\n\n\n\n<p>Alessandro Turano presenta le risultanze di uno \u00abstudio esplorativo che analizza le rappresentazioni professionali di 60 insegnanti della scuola secondaria di primo grado coinvolti in percorsi di formazione digitale previsti dal D.M. 66\/2023. \u00c8 stato utilizzato un questionario strutturato di 32 item su scala Likert, articolato in quattro sotto-scale, integrato da tre domande aperte analizzate tramite analisi tematica. I risultati mostrano un atteggiamento generalmente favorevole verso l\u2019IA come supporto alla personalizzazione degli apprendimenti e alla tempestivit\u00e0 del feedback, mentre emergono preoccupazioni riguardanti l\u2019autenticit\u00e0 delle produzioni scritte, la possibile riduzione dell\u2019interazione educativa e l\u2019esposizione a bias algoritmici. La quasi totalit\u00e0 dei docenti esprime inoltre un bisogno specifico di formazione e di criteri di utilizzo chiari. Nel complesso, la qualit\u00e0 dell\u2019integrazione dell\u2019IA appare legata alla mediazione professionale, alla disponibilit\u00e0 di protocolli condivisi e alla consapevolezza delle implicazioni etiche. I risultati suggeriscono la necessit\u00e0 di percorsi formativi mirati e future indagini su motivazione, autonomia cognitiva e literacy algoritmica\u00bb [Infra, Turano, cit., p. 217].<\/p>\n\n\n\n<p>Mario Valori esplora \u00abcome il Regolamento europeo sull\u2019intelligenza artificiale e le attuali linee guida nazionali contribuiscano involontariamente ad allargare i divari di risorse e competenze tra le scuole. Proponiamo una cornice in quattro prospettive \u2014 infrastrutture digitali, alfabetizzazione all\u2019IA, pedagogia inclusiva (Universal Design for Learning) e governance scolastica \u2014 per comprendere il lavoro quotidiano che l\u2019adozione dell\u2019IA richiede nella scuola primaria e secondaria. Il metodo combina un\u2019analisi preventiva e comparativa con la traduzione degli obblighi in compiti concreti e in linguaggio semplice per le scuole (per esempio: scelta responsabile degli strumenti, formazione di personale e studenti, trasparenza verso famiglie e comunit\u00e0, tracciabilit\u00e0 delle decisioni). I risultati mostrano che regole uguali producono costi diversi: gli istituti con pi\u00f9 risorse riescono a integrare gli adempimenti in routine stabili, mentre quelli pi\u00f9 fragili accumulano ritardi, rinviano o si limitano a piccoli pilota con scarso impatto didattico. Il rischio \u00e8 quello di un AI divide istituzionale, che conferma o addirittura amplia disuguaglianze gi\u00e0 presenti. Concludiamo suggerendo misure di sistema che tutelano i diritti e abilitano l\u2019innovazione: cataloghi prequalificati di soluzioni affidabili, sportelli regionali di supporto tecnico-pedagogico, fondi di perequazione per la governance, un programma nazionale finanziato di alfabetizzazione critica all\u2019IA, sostegno a soluzioni pubbliche e open source, e un monitoraggio continuo del divario\u00bb [Infra, Valori, cit., p. 227]. Silvia Zanazzi, Massimo Marcuccio e Maria Elena Tassinari presentano \u00abi risultati di una ricerca sull\u2019atteggiamento degli studenti di scienze dell\u2019educazione verso l\u2019uso dell\u2019intelligenza artificiale (IA) nei contesti educativi con persone con disabilit\u00e0. L\u2019indagine intende contribuire a colmare la lacuna rilevata nella letteratura scientifica che non ha esplorato, ad oggi, l\u2019atteggiamento dei futuri educatori professionali socio-pedagogici n\u00e9 i loro fabbisogni formativi in questo ambito. [\u2026] I risultati indicano un significativo fabbisogno di formazione che non pu\u00f2 limitarsi all&#8217;aspetto tecnico. \u00c8 necessaria una formazione saldamente ancorata alla pedagogia e all&#8217;umanistica che riaffermi la capacit\u00e0 di analisi critica come competenza cruciale, con o senza l&#8217;ausilio dell\u2019IA [Infra, Zanazzi, Marcuccio e Tassinari, cit., p. 239].<\/p>\n\n\n\n<p>In buona sostanza, a livello applicativo \u00e8 a scuola che si sviluppano le intersecazioni, le ibridazioni feconde tra discipline grazie ad un docente che deve diventare sempre pi\u00f9 agente di cambiamento, deve sviluppare capacit-azioni (prendendo a prestito quanto teorizzato da Amartya Sen, Martha Nussbaum) nell\u2019era della rivoluzione 5.0, la quinta parabola. E precisamente, sul piano scolastico, \u00e8 l\u2019insegnante che deve avere chiara l\u2019esigenza di costruire in maniera efficace, il nesso tra istanze fondamentali della disciplina e bisogni formativi reali degli studenti attraverso la necessit\u00e0 di leggere, interpretare, accompagnare e valutare la relazione insegnamento-apprendimento, tenendo presente costantemente la riflessione di alcuni modelli metodologici e di strategie didattiche attraverso l\u2019uso di media e new media, del digitale e dell\u2019IA generativa. Tuttavia, oggi le ricerche avanzate riguardano l\u2019addestramento dell\u2019intelligenza artificiale per Fortino ma anche l\u2019idea che l\u2019IA, secondo Floridi, non vada concepita come una forma di intelligenza, ma come una nuova forma di agency. Non pensa n\u00e9 comprende come un essere biologico, come un essere umano, ma un insieme potentissimo di capacit\u00e0 computazionali in grado di agire nel mondo con efficacia e successo, senza possedere alcuna intelligenza.<\/p>\n\n\n\n<div data-wp-interactive=\"\" class=\"wp-block-file\"><object data-wp-bind--hidden=\"!selectors.core.file.hasPdfPreview\" hidden class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Educrazia_N.2-2025.pdf\" type=\"application\/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Incorporamento di Educrazia_N.2-2025.\"><\/object><a id=\"wp-block-file--media-62ea4495-2235-4307-98e4-efeaa13e3821\" href=\"https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Educrazia_N.2-2025.pdf\">Educrazia_N.2-2025<\/a><a href=\"https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Educrazia_N.2-2025.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-62ea4495-2235-4307-98e4-efeaa13e3821\">Download<\/a><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Educare al tempo dell\u2019IA. 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