{"id":261,"date":"2026-10-21T08:17:45","date_gmt":"2026-10-21T06:17:45","guid":{"rendered":"https:\/\/educrazia.com\/?p=261"},"modified":"2026-10-21T08:17:45","modified_gmt":"2026-10-21T06:17:45","slug":"pubblicazione-supplemento-n-1-anno-vii-gennaio-giugno-2026-issn-2705-0351","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/educrazia.com\/?p=261","title":{"rendered":"Pubblicazione Supplemento N. 1 Anno VII Gennaio-Giugno 2026 ISSN 2705-0351"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>PRIMO FESTIVAL DELL\u2019EDUCAZIONE CIVICA Per una cittadinanza inclusiva<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A cura di Alessio Annino e Daniela Gulisano<\/p>\n\n\n\n<p>INTRODUZIONE<\/p>\n\n\n\n<p>Alessio Annino e Daniela Gulisano<\/p>\n\n\n\n<p>La societ\u00e0 contemporanea, nella sua vorticosa e multiforme quotidianit\u00e0, ci conferma la fondamentale importanza dell\u2019educazione, e in particolare dell\u2019educazione inclusiva e alla cittadinanza partecipata. In questo senso, <em>l\u2019Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico<\/em> (OCSE), suggerisce che \u00abmigliorare la qualit\u00e0 dei docenti \u00e8 <em>l\u2019azione<\/em> che pi\u00f9 verosimilmente produrr\u00e0 un innalzamento del rendimento scolastico degli studenti e della loro <em>capacit\u00e0 di vivere<\/em> in maniera serena e socialmente proficua l\u2019esperienza formativa\u00bb<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. A tal proposito, si definisce <em>l\u2019azione umana<\/em> come <em>atto concreto in situazione<\/em>, fuori da ogni determinismo e che, al di l\u00e0 della componente cognitivo-emozionale, risponde a regole di ordine formativo, sociale e biologico<em>. <\/em>La capacit\u00e0 in azione, in sintesi, viene interpretata come <em>capacit\u00e0 di funzionamento (agency)<\/em> e come condizione necessaria alla determinazione della specificit\u00e0 dell\u2019essere umano e della sua libert\u00e0 d\u2019azione. Sull\u2019argomento il maggiore studioso Amartya Sen, chiama <em>capability<\/em> questa capacit\u00e0 umana di fruire della fitta rete delle risorse relazionali, spesso individuate come capitale sociale: \u00abcompetenza ad agire, ibridazione e fitta interazione sinergica tra forme <em>materiali<\/em> e <em>forme immateriali<\/em> del rapporto uomo-mondo, persona-contesto di vita\u00bb<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>A tal fine, Le differenti comunit\u00e0 che stanno condividendo questa prima porzione del XXI secolo mostrano innumerevoli cambiamenti e innovazioni a livello globale. Sono proprio i processi di globalizzazione e glocalizzazione che hanno dato vita a una societ\u00e0 interconnessa, diversificata e in continua evoluzione. Nello specifico, Bauman sosteneva che \u00abIntegrazione e frammentazione, globalizzazione e territorializzazione sono processi reciprocamente complementari; per essere anche pi\u00f9 precisi, due lati dello stesso processo; quello della redistribuzione su scala mondiale della sovranit\u00e0, del potere e della libert\u00e0 di agire. Per questo motivo \u00e8 consigliabile, seguendo il suggerimento di Robertson, parlare di <em>glocalizzazione<\/em> piuttosto che di globalizzazione, di un processo all\u2019interno del quale il coincidere e l\u2019intrecciarsi di sintesi e di dispersione, d\u2019integrazione e di scomposizione, sono qualsiasi cosa che accidentali, ed ancor meno modificabili\u00bb<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Si tratta di cambiamenti lunghi secoli che si sono sviluppati grazie al fenomeno di espansione della popolazione e al progresso di civilizzazione. Ogni Stato \u00e8 ormai caratterizzato da un pluralismo culturale che ha dato vita a una vera e propria integrazione mondiale cambiando le mentalit\u00e0 e i modi di vivere delle persone. La realt\u00e0 della globalizzazione, dell\u2019internazionalizzazione e dell\u2019europeizzazione, pervasa da sintomi di una diffusa crisi economica e valoriale, ci offre la visione di una societ\u00e0 che \u00e8 pi\u00f9 modellata comunque al ristretto territorio locale, ma \u00e8 percorsa e influenzata da svariati modelli elaborati in ambiti culturali che si incontrano in virt\u00f9 della presenza di membri di altre lingue e culture, e, attraverso i <em>media <\/em>e <em>new media <\/em>in particolare, si conforma un contesto planetario che estende il ventaglio di informazioni recepite dal discente. Conseguentemente, anche il concetto di cittadinanza \u00e8 comunque in evoluzione ed \u00e8 ormai abbastanza evidente come <em>essere cittadini <\/em>non corrisponda solo ad uno <em>status <\/em>conferito <em>ex lege<\/em> sulla base di determinate caratteristiche fissate dall\u2019ordinamento, ma soprattutto ci\u00f2 presupponga un processo dinamico di apertura, confronto e analisi continua. In termini specificamente pedagogici, si potrebbe asserire che cittadini non si nasce ma si diventa<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi pi\u00f9 che mai \u00e8 possibile affermare come la societ\u00e0 moderna sia il risultato dell\u2019avveramento della profezia di McLuhan sulla nascita del \u201c<em>villaggio globale<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\">[4]<\/a>: un piccolo mondo delimitato da confini stretti che annullano le distanze fisiche e culturali. La diffusione dell\u2019informazione e dei <em>mass media<\/em>, lo sviluppo tecnologico, i recenti scambi economico-politici e i nuovi mercati globali hanno ridotto le distanze e dato vita a un mondo plurale, aumentando la mobilit\u00e0 e dando nuovo impulso ai flussi migratori. La fase di passaggio al XXI secolo vede emergere progressivamente un concetto della formazione strettamente connesso agli aspetti organizzativi ed amministrativi per migliorare ed innovare le prospettive dell\u2019orientamento professionale e, quindi, le concrete prospettive di sviluppo della persona tanto in ambito culturale e sociale, quanto lavorativo; in seno al dibattito pedagogico, si riflette sulla sfida del mercato del lavoro globale e la scuola, gi\u00e0 alla fine del XX secolo,&nbsp; \u00e8 stata posta di fronte ad alcune scelte non pi\u00f9 procrastinabili, in conseguenza della profonda globalizzazione della societ\u00e0 e dei mercati. Le scuole italiane, sia quelle statali sia quelle riconosciute dallo Stato come paritarie, sono gli spazi all\u2019interno dei quali i principi fondamentali della Costituzione si confrontano con i giovani ed i giovanissimi, e, reciprocamente, questi ultimi incontrano i precetti della <em>Carta Costituzionale <\/em>con atteggiamenti diversi, che possono variare dall\u2019interesse e dal rispetto dogmatico, fino al disinteresse parziale o totale. Secondo questa linea, si concreta una delle pi\u00f9 difficili ma, nello stesso tempo, stimolanti sfide educative, che consiste nel far <em>vivere <\/em>la Costituzione negli animi dei discenti e degli individui non come una serie di norme da osservare passivamente, bens\u00ec con atteggiamento attivo, partecipe, anche critico ma aperto e propositivo nei confronti degli altri membri della comunit\u00e0 nell\u2019interazione quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre in ottica di complessit\u00e0 crescente si conviene che la societ\u00e0 contemporanea \u00e8 sempre pi\u00f9 denotata da una certa compressione delle coordinate del tempo e dello spazio, in quanto a ritmi sempre pi\u00f9 vertiginosi una moltitudine variegata di individui si incontra inseguendo le proprie progettualit\u00e0 lavorative ed esistenziali, e la prossimit\u00e0 \u00e8 accanto, attorno e di fronte a tutti, come mai prima. Oggi, quindi, dal punto di vista pedagogico bisogna riflettere con cura sulla cultura, o meglio, sulle culture che entrano in contatto tra loro nel nuovo contesto multiculturale, e sulle relative conseguenze di tali incontri-scontri, per cercare il modo pi\u00f9 efficace di creare un ponte interculturale tra esse, e tra esse e i territori definiti <em>accoglienti<\/em>. Infatti, in maniera latente, possono emergere tensioni orientate al rifiuto del nuovo, del <em>diverso<\/em>, con possibilit\u00e0 di etnicizzazione dei problemi in ottica di antagonismo e di esclusione, quando invece il primo <em>step <\/em>realmente interculturale dovrebbe essere quello caratterizzato dall\u2019inclusione e dall\u2019accoglienza. Oggi pi\u00f9 che mai la scuola deve maturare e consolidare il delicato ruolo di interfaccia critica tra famiglia e societ\u00e0, proprio perch\u00e9 i docenti possono avvertire il presentimento di educare senza la percezione del futuro, per tutta una serie di fattori che passano dalla disaffezione familiare in educazione fino all\u2019individualismo nichilistico che fa preferire <em>l\u2019oggi e l\u2019immediato <\/em>alla progettualit\u00e0 anche<\/p>\n\n\n\n<p>solo per il futuro prossimo. La scuola, come istituzione-cardine per la realizzazione dei processi formativi, ha il compito complesso di lavorare in prospettiva profondamente interculturale per riuscire a fare interiorizzare il principio secondo cui la diversit\u00e0 va vissuta, pienamente e serenamente, e non va ulteriormente enfatizzata, altrimenti sfocia nell\u2019esclusione e nell\u2019emarginazione. La riflessione pedagogica contemporanea oggi \u00e8 necessario che si soffermi anche sulla necessit\u00e0 di una autoeducazione permanente, tanto<\/p>\n\n\n\n<p>per i ragazzi e i bambini, quanto per gli adulti, i cosiddetti <em>grandi<\/em>, affinch\u00e9 si colgano in pieno le risorse offerte dall\u2019interazione nella societ\u00e0 multiculturale e ci si formi al confronto con l\u2019alterit\u00e0 trascendendo i confini della scuola o del lavoro, in una dimensione <em>universale <\/em>e planetaria di relazioni umane di crescita e di sostegno reciproco. L\u2019individuo nel suo percorso di vita \u00e8 sempre e comunque accompagnato a braccio dall\u2019educazione, il vivere \u00e8 educazione, tanto in dimensione <em>micro <\/em>quanto in dimensione <em>macro<\/em>, nelle relazioni complesse con i consociati, e come mirabilmente ci illustra Morin \u00abL\u2019educazione deve contribuire all\u2019auto-formazione della persona (apprendere e assumere la condizione umana, apprendere a vivere) e insegnare a diventare cittadino. Un cittadino, in una democrazia, si definisce attraverso la solidariet\u00e0 e la responsabilit\u00e0 in rapporto alla sua patria\u00bb<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>La responsabilit\u00e0 delle scelte personali nelle condotte quotidiane e nelle relazioni con l\u2019alterit\u00e0 \u00e8 quanto di pi\u00f9 importante oggi si possa coltivare, ricercando in questo senso un appoggio molto solido nell\u2019accezione latina di <em>colere, <\/em>che sta ad indicare proprio l\u2019azione del <em>curarsi di, coltivare con estrema cura<\/em>. Infatti, le ben note problematiche connesse all\u2019evoluzione della societ\u00e0 contemporanea, proiettata in una dimensione democratica e di massa, nonch\u00e9 fortemente globalizzante, spingono le riflessioni pedagogiche ad una decisa azione di coscientizzazione, in quanto il soggetto \u00e8 attore principale, a lui spetta gestire il potenziale delle proprie risorse per progettare un futuro ambivalente: da un lato quello relativo alla propria individualit\u00e0, dall\u2019altro il futuro suo unito a quello della collettivit\u00e0 con cui condivide il percorso di vita. La progressiva acquisizione di autonomia di pensiero, di consapevolezza e di responsabilit\u00e0 nell\u2019agire da uomo e da cittadino sono conseguenza diretta di un superamento di strutture culturali tradizionali verso cui la pedagogia propone una rilettura critica in quanto <em>aperta <\/em>alle sfide della contemporaneit\u00e0 storico-politica. Oggi, insomma, il soggetto persona si deve confrontare sul campo della complessit\u00e0 con molti fattori, cercando il sostegno della pedagogia come disciplina di emancipazione tout court.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo oggi \u00e8 sempre pi\u00f9 <em>homo faber<\/em>, se \u00e8 lecito trasporre questa espressione in una prospettiva pienamente planetaria e democratica quale \u00e8 quella in cui egli vive nella contemporaneit\u00e0, caratterizzata dall\u2019appartenenza a pi\u00f9 livelli e dalla tendenza all\u2019universalit\u00e0 effettiva, e lo \u00e8, <em>faber<\/em>, probabilmente come mai prima, perch\u00e9 le enormi potenzialit\u00e0 della dimensione <em>globale <\/em>gli si dispiegano davanti in un ventaglio esteso e solo una conoscenza tanto delle proprie virt\u00f9, quanto dell\u2019<em>ethos <\/em>e dell\u2019<em>altro, <\/em>possono offrirgli gli strumenti per effettuare le scelte consapevoli, produttive in senso emancipatorio e pi\u00f9 appropriate per la propria crescita antroposociale<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. Il saggio <em>Il Consiglio Comunale dei Ragazzi, lezione di Educazione Civica che si impara facendo, <\/em>diGiuseppe Adern\u00f2, illustra la nascita proprio a Catania dell\u2019\u201deducazione civica\u201d, e dei grandi progetti prassici che hanno visto la creazione degli importantissimi Consigli Comunali dei Ragazzi e che confermano&nbsp; che \u00bbil ruolo degli educatori adulti pone in interazione le Istituzioni scolastiche e le Amministrazioni comunali nella convergente ricerca del miglior bene a vantaggio dell\u2019intera comunit\u00e0 scolastica e cittadina\u00bb (<em>infra<\/em>). &nbsp;Il saggio <em>L\u2019insegnamento dell\u2019Educazione civica scintilla del rinnovamento della cultura e della societ\u00e0 italiana, mediante la pratica delle virt\u00f9 civiche, <\/em>diSandro Torrisi si sofferma sul ruolo del docente contemporaneo, che in prima linea fronteggia i massicci cambiamenti culturali e sociali, richiamando le virt\u00f9 connesse alla professione di insegnare, basata \u00absull\u2019abitus mentale e comportamentale del docente, aderente al rispetto della legge, alla rettitudine di coscienza e al senso del dovere, cos\u00ec da essere testimoni credibili\u00bb (<em>infra<\/em>),<\/p>\n\n\n\n<p>La Storia, e il suo studio sono gli approfondimenti del saggio<em> Certamen di storia. Impegno civico e consapevolezza storica <\/em>diVirginia Varriale, la quale illustra nelle pagine della sua trattazione la necessit\u00e0 di un approccio <em>attivo<\/em> alla disciplina della storia, perch\u00e9 l\u2019approccio ad essa diventi \u00abun\u2019esperienza formativa volta a promuovere tra gli studenti uno studio motivato e consapevole della storia, attraverso un approccio tematico che valorizza le capacit\u00e0 critiche, argomentative e dialettiche\u00bb (<em>infra<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Il saggio di Franco Martignon, <em>Per una formazione civica autentica, <\/em>ci permette di richiamare la prospettiva di un&#8217;educazione civica come percorso pienamente formativo e attivo, inteso proprio nella accezione di <em>dare forma<\/em> al futuro cittadino, perch\u00e9 maturino \u00abconsapevolezza derivano libert\u00e0, responsabilit\u00e0 e capacit\u00e0 di vivere la dimensione comunitaria, elementi indispensabili per costruire una convivenza pacifica e orientata al bene comune\u00bb (<em>infra<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Angela Loredana Raimondi nel suo saggio <em>Il Podcast come Strumento Didattico per l&#8217;Educazione Civica Europea, <\/em>offre una riflessione profonda sulle opportunit\u00e0 notevoli ricomprese nelle nuove tecnologie elettroniche che integrano le forme di didattica tradizionale, e segnatamente considera il grande spazio educativo del podcast che \u00abgarantisce agli studenti lo sviluppo storico e l&#8217;impatto sulla societ\u00e0 attuale, trasformando i temi istituzionali in narrazione adatta alle nuove generazioni\u00bb. (<em>infra<\/em>). Elena Fazi nella trattazione intitolata <em>Cittadini e Insegnanti, <\/em>presenta un quadro puntuale sul percorso dell\u2019educazione civica nella scuola, con dettagliati riferimenti normativi, che permette di comprendere come il percorso di formazione al civismo sia lungo, articolato e non semplice, in quanto \u00abrichiede un dialogo educativo mirato, che tenga conto dell&#8217;et\u00e0 degli studenti e delle risorse personali disponibili\u00bb <em>(infra<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Il saggio <em>L\u2019insegnamento dell\u2019Educazione Civica: un approccio integrato per un orizzonte condiviso<\/em> diLoredana Manetta considera la trasversalit\u00e0 piena dell\u2019insegnamento dell\u2019educazione civica, soprattutto in termini di eguaglianza, di opportunit\u00e0 come di accesso alle risorse formative, soffermandosi anche sui principali nuclei tematici delle recentissime Linee Guida, affinch\u00e9 si possa davvero programmare \u00abun percorso in grado di rafforzare non solo la speranza ma, soprattutto, la consapevolezza che, ognuno di noi, possa davvero dare il proprio contributo per la costruzione di una societ\u00e0 con meno disuguaglianze e conflitti (<em>infra<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Piglialarmi Giovanna all\u2019interno della sua trattazione<em> Dall&#8217;ombra alla luce: voci di coraggio. Riformulare il dialogo per contrastare il Bullismo e Cyberbullismo, <\/em>osserva il tristissimo fenomeno del bullismo nelle sue varie forme da una prospettiva pienamente \u201cdi intervento\u201d, riportando un efficace progetto nell\u2019I.C. di Villanova Monferrato, programmato in piena sinergia con tutti gli enti e le forze del territorio, comprese le FF. OO., e come auspicio per il futuro emerge che \u00abL&#8217;approccio ha dimostrato particolare efficacia nell&#8217;includere studenti con bisogni educativi speciali e nel superare barriere linguistiche e culturali\u00bb (<em>infra<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Il saggio&nbsp; <em>Le \u201cbuone pratiche\u201d di Educazione civica: riflessione sulla Legge 92\/2019 alla luce di alcune esperienze di EIP Italia<\/em><strong> <\/strong>di Francesco Rovida analizza le grandi possibilit\u00e0 offerte dalla Legge 92\/2019 sull\u2019insegnamento dell\u2019Educazione civica e, in particolare, la necessit\u00e0 di individuare, valorizzare e diffondere le \u201cbuone pratiche\u201d scolastiche attraverso un Albo nazionale e un concorso ministeriale, poich\u00e9 oggi il nodo \u00abnon \u00e8 pi\u00f9 solo cosa insegnare, ma come insegnarlo efficacemente, definendo cosa costituisce realmente una &#8220;buona pratica&#8221; in un contesto di formazione civica\u00bb (<em>infra<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Prendendo come caso di studio l\u2019esperienza cinquantennale di EIP Italia, il testo mostra come le iniziative dell\u2019associazione abbiano anticipato questa esigenza e propone cinque criteri fondamentali per definire e riconoscere una buona pratica nell\u2019ambito dell\u2019Educazione civica.<\/p>\n\n\n\n<p>Alessio Annino nel saggio <em>L\u2019educazione al civismo e l\u2019interazione scuola-famiglia-territorio. Alcune considerazioni pedagogiche <\/em>analizzano il<em> \u00ab<\/em>consolidarsi un\u2019educazione alla cittadinanza che contribuisca alla maturazione di concetti quali confronto costruttivo, dialogo aperto, interazione e rispetto delle regole, e che possa promuovere la partecipazione attiva dei soggetti alla vita in societ\u00e0, accrescere il senso di consapevolezza e di responsabilit\u00e0\u00bb (<em>infra<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Il saggio <em>C\u2019era una volta l\u2019Educazione Civica e\u2026 c\u2019\u00e8 ancora di <\/em>Giuseppe Adern\u00f2 conclude idealmente il percorso del volume con un preciso e significativo excursus storico sull\u2019educazione civica ribadendo la fondamentale rilevanza \u00abdell\u2019introduzione nella scuola italiana dell\u2019insegnamento dell\u2019Educazione Civica, a seguito di un Convegno nazionale dell\u2019UCIIM celebrato presso il Castello Ursino di Catania nel 1957\u00bb (<em>infra<\/em>), soffermandosi sulle successive vicissitudini che l\u2019hanno caratterizzata fino ad oggi, con le implicazioni della complessit\u00e0 crescente.<br><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> OCSE, <em>Teachers Matter: Attracting, Developing and Retaining Effective Teachers<\/em>, Paris 2005, in <a href=\"https:\/\/www.oecd.org\/education\/school\/34990905.pdf\">https:\/\/www.oecd.org\/education\/school\/34990905.pdf<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> A. K. Sen, <em>La disuguaglianza. Un riesame critico<\/em>, Il Mulino, Bologna 1994, p. 63.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> Z. Bauman, <em>Globalizzazione e glocalizzazione<\/em>, Armando Editore, Roma 2005<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\">[4]<\/a> Termine usato nel saggio di M. McLuhan <em>Understanding Media: The Extensions of Man<\/em>, MIT Press Ltd, Cambridge, Massachusetts 1994, in cui si esprime il passaggio dall&#8217;era della meccanica a quella elettrica<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\">[5]<\/a> E. Morin, <em>La testa ben fatta, Riforma dell\u2019insegnamento e riforma del pensiero<\/em>, Raffaello Cortina, Milano 2000, p. 76.<\/p>\n\n\n\n<p><a id=\"_ftn6\" href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Cfr. <a>A. Annino, <em>L\u2019educazione al civismo nella societ\u00e0 contemporanea. Prospettive partecipazione Intercultura<\/em>, Pensa MultiMedia, Lecce-Rovato 2022<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<div data-wp-interactive=\"\" class=\"wp-block-file\"><object data-wp-bind--hidden=\"!selectors.core.file.hasPdfPreview\" hidden class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Supplemento_1_Educrazia_Festival_2026.pdf\" type=\"application\/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Incorporamento di Supplemento_1_Educrazia_Festival_2026.\"><\/object><a id=\"wp-block-file--media-61eaa917-ff38-4cb6-a045-ea38d93f8dab\" href=\"https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Supplemento_1_Educrazia_Festival_2026.pdf\">Supplemento_1_Educrazia_Festival_2026<\/a><a href=\"https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Supplemento_1_Educrazia_Festival_2026.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-61eaa917-ff38-4cb6-a045-ea38d93f8dab\">Download<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PRIMO FESTIVAL DELL\u2019EDUCAZIONE CIVICA Per una cittadinanza inclusiva A cura di Alessio Annino e Daniela Gulisano INTRODUZIONE Alessio Annino e Daniela Gulisano La societ\u00e0 contemporanea, nella sua vorticosa e multiforme quotidianit\u00e0, ci conferma la fondamentale importanza dell\u2019educazione, e in particolare dell\u2019educazione inclusiva e alla cittadinanza partecipata. 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