{"id":39,"date":"2020-10-29T12:22:52","date_gmt":"2020-10-29T11:22:52","guid":{"rendered":"http:\/\/educrazia.com\/?p=39"},"modified":"2021-09-18T17:34:22","modified_gmt":"2021-09-18T15:34:22","slug":"primo-numero-della-rivista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/educrazia.com\/?p=39","title":{"rendered":"Primo numero della Rivista"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>VOLUME<\/strong><strong> I<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>NUMERO<\/strong><strong> 1<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ANNO<\/strong><strong> I Luglio\/Dicembre 2020<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ISSN <\/strong><strong>2705-0351 (online)<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019INCLUSIONE FORMATIVA E SOCIALE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>PER UNA SCUOLA PI\u00d9 GIUSTA ED EQUA.<\/strong> <strong>QUESTIONI E PROSPETTIVE PEDAGOGICO-DIDATTICHE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Educational and social inclusion for a fairer and fairer school.<\/strong> <strong>Pedagogical and educational issues and perspectives<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019<em>inclusion Education<\/em>: la via per il futuro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Introduction. Inclusion Education: the way to the future<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Paolina Mul\u00e8<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>University of Catania<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La letteratura scientifica ma anche i Congressi nazionale ed internazionali mostrano, negli ultimi venti anni, la necessit\u00e0 di chiarire il focus dell\u2019educazione inclusiva, riflettendo su una riforma educativa pi\u00f9 ampia, partendo da una agenda globale. In questa direzione si muove la nuova Agenda Europea sui Diritti delle Persone con disabilit\u00e0 2020-2030 che ci mostra l\u2019elenco di leggi, programmi e azioni che guideranno appunto per i prossimi dieci anni le politiche dell\u2019Unione in tema di diritti delle persone con disabilit\u00e0, coincidendo con una serie di impegni precisi, da perseguire con adeguate risorse. E in previsione di tale fondamentale passaggio, il Forum Europeo sulla Disabilit\u00e0 ha elaborato un documento contenente tutte le istanze da perseguire, a breve e lunga scadenza per evitare qualsiasi forma di discriminazione che purtroppo sono ancora presenti a livello planetario. Ci\u00f2 implica la necessit\u00e0 di riflette ancora una volta sui processi d\u2019apprendimento e d\u2019insegnamento, sulle competenze del docente inclusivo, sulle pratiche didattiche inclusive, sulle strategie di intervento nei vari contesti scolastici e non, secondo il modello teorico <em>dell\u2019Inclusive Education<\/em>, che diventa un vero e proprio atto di indirizzo per tutti gli operatori educativi e sociali in materia di istruzione e formazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Lungo questa direzione si muove il contributo di Paolina Mul\u00e8, la quale \u00abprendendo in prestito i quattro pilastri dell\u2019educazione di Delors, riflette su alcune competenze essenziali che il docente deve possedere: il sapere, che si riferisce alla competenza disciplinare; il saper fare riguarda la competenza didattica intesa come padronanza metodologica nell\u2019ambito della didattica generale e nella didattica disciplinare. Il saper stare insieme che chiama in causa la competenza relazionale intesa come padronanza nella gestione e controllo di dinamiche di comunicazione e socializzazione non solo in classe con gli studenti ma anche con i colleghi. Il saper essere che richiama la competenza deontologica volta a tutelare i soggetti educandus unici, singolare ed irripetibili. Il saper essere e il saper stare insieme sono pilastri essenziali che consentono al docente di attivare una riflessione continua sulla sua professionalit\u00e0 fondata su un\u2019analisi retrospettiva della propria identit\u00e0, sulle proprie aspettative, sulle proprie necessit\u00e0 di formazione, sul suo riconoscimento sociale ed educativo, nonch\u00e9 deve imparare a collaborare con gli altri colleghi, superando cos\u00ec quell\u2019isolamento professionale centrato sull\u2019idea che un&nbsp; docente debba risolvere i problemi didattici, educativi e formativi di tutti e di ciascuno da solo. Ecco l\u2019urgenza di promuovere un docente promotore dell\u2019inclusione formativa e sociale, che sappia attivare lo sviluppo personale e sociale di tutti e di ciascuno all\u2019interno del team teaching del Consiglio di classe\u00bb (Ivi, p. 9)<\/p>\n\n\n\n<p>Il saggio di Giuseppe Spadafora \u00abcerca di chiarire il concetto di inclusione attraverso l\u2019ipotesi dell\u2019inclusione sostenibile della disabilit\u00e0. L\u2019inclusione sostenibile della disabilit\u00e0 potrebbe essere un nuovo paradigma per evidenziare lo sviluppo delle potenzialit\u00e0 inespresse del disabile, come la migliore espressione del principio di equit\u00e0\u00bb (Ivi, p. 25). Mentre l\u2019articolo di Daniela Gulisano mostra il passaggio essenziale dalla invisibilit\u00e0 alla visibilit\u00e0, precisando che l\u2019\u00abappropriarsi della propria adultit\u00e0, del proprio <em>progetto di vita<\/em> \u00e8 un modo per <em>ri-conoscere<\/em> la realt\u00e0, dare ordine al mondo e alla propria speciale normalit\u00e0. Una scuola inclusiva stimola gli apprendimenti e nello stesso tempo pone l\u2019accento sull\u2019<em>agency<\/em> dello studente disabile, affinch\u00e9 possa indirizzarsi ad elaborare un proprio <em>S\u00e9<\/em> <em>capacitante<\/em> che gli consenta di inserirsi nella realt\u00e0 in cui vive e di scoprire e sviluppare la propria identit\u00e0 in continua evoluzione. A tal fine, in questo contributo l\u2019Autrice analizza gli elementi fondamentali che costituiscono la realizzazione di un <em>progetto di vita capacitante<\/em> dello studente disabile e le azioni che ne consentano la piena realizzazione\u00bb (Ivi, p. 33). Il contributo di Alessio Fabiano analizza \u00abl\u2019importanza di un incontro tra didattica digitale e didattica tradizionale anche in chiave inclusiva. La scuola deve essere il luogo privilegiato per l\u2019incontro tra digitale e analogico e questo pu\u00f2 avvenire attraverso un\u2019educazione all\u2019utilizzo responsabile e consapevole degli strumenti digitali che fanno oramai parte del quotidiano attraverso una partnership educativa che coinvolga necessariamente la scuola e la famiglia. Partendo dal ruolo della didattica digitale in relazione alla disabilit\u00e0, si cercher\u00e0 di approfondire tale rapporto all\u2019interno della scuola inclusiva dell\u2019autonomia. A partire, dai riferimenti normativi pi\u00f9 recenti, dal rapporto tra inclusione e didattica digitale, si cercher\u00e0 di sviluppare l\u2019idea della necessit\u00e0 di utilizzare le nuove tecnologie per attuare quella sinergia vincente per la scuola di tutti e di ciascuno. All\u2019interno dell\u2019odierna societ\u00e0 dell\u2019informazione e della conoscenza, gli studenti con disabilit\u00e0 e bisogni educativi speciali sono tra i gruppi che con maggiore probabilit\u00e0 incontreranno ostacoli nell\u2019accesso e nell\u2019utilizzo delle nuove tecnologie. L\u2019obiettivo fondamentale dell\u2019utilizzo delle nuove tecnologie didattiche per studenti con disabilit\u00e0 e bisogni speciali \u00e8 quello di promuovere l\u2019equit\u00e0 nelle opportunit\u00e0 educative, l\u2019uso delle nuove tecnologie non fine a s\u00e9 stesso, ma mezzo per sostenere le opportunit\u00e0 di apprendimento di tutti gli individui\u00bb (Ivi, p. 42). Leonard J. Waks nel suo articolo, partendo dalle opere di John Dewey <em>School and Society<\/em> e <em>Democracy and Education<\/em>, analizza come \u00abi nuovi strumenti digitali e Internet possano migliorare il pensiero nell&#8217;educazione sperimentale di Dewey. Questa impresa richieder\u00e0 innanzitutto una definizione delle idee educative di Dewey. Come ha notato Joseph Schwab (1959), l&#8217;approccio sperimentale di Dewey \u00e8 stato spesso frainteso, travisato e applicato male: \u201cLa maggior parte di ci\u00f2 che \u00e8 stato detto da e per gli educatori nel nome di Dewey consisteva in ombre distorte e immagini sfocate della dottrina originale. &#8221; La situazione non \u00e8 migliorata da allora (Boostrom, 2106). Quindi, prima di passare al pensiero e alle tecnologie digitali, \u00e8 necessario un resoconto delle caratteristiche principali dell&#8217;approccio sperimentale di Dewey\u00bb (Ivi, p. 52). Il saggio di Dergacheva Irina Vladimirovna descrive \u00abi principi dell&#8217;insegnamento inclusivo delle lingue straniere alle persone con disabilit\u00e0 visive, finalizzato a migliorare il processo di adattamento dell\u2019ambiente di apprendimento per la piena integrazione delle persone disabili. L\u2019apprendimento di una lingua straniera comporta anche la socializzazione dei non vedenti e dei non vedenti in un istituto scolastico, l&#8217;adattamento alla vita dell&#8217;istituto scolastico e dei suoi metodi di lavoro e l\u2019ulteriore socializzazione nella societ\u00e0\u00bb (Ivi, p. 74). Il saggio collettaneo redatto da Cristina De la Rosa Cubo, Ana Isabel Mart\u00edn Ferreira, Victoria Recio Mu\u00f1oz e Nelia Rosa Vellisca Guti\u00e9rrez pone l\u2019accento sul trasferimento della conoscenza e lo sviluppo di strategie inclusive che sono alcune delle sfide dell&#8217;Universit\u00e0 del XXI secolo, poich\u00e9 il ruolo di educatore dei cittadini lungo tutta la vita \u00e8 essenziale in una societ\u00e0 in cambiamento e globalizzata come questa in cui viviamo. In questo senso, le scienze umane rappresentano un ottimo veicolo per la trasmissione di valori democratici come la solidariet\u00e0, l&#8217;equit\u00e0 e la giustizia sociale. <em>Il Progetto Innovazione Didattica Itinera,<\/em> redatto da&nbsp; un gruppo interdisciplinare di docenti di diverse universit\u00e0 e di diversi ordini e gradi di istruzione, sviluppa da anni diverse attivit\u00e0 formative finalizzate all&#8217;insegnamento delle lingue classiche e alla promozione delle discipline umanistiche come agenti di trasformazione sociale. In questo paper vengono analizzate alcune di queste attivit\u00e0 svolte negli anni precedenti e vengono presentati i nuovi progetti che verranno affrontati nell&#8217;anno accademico 2020-2021\u00bb (Ivi, p. 83)<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-file\"><a href=\"https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/N.1_EDUCRAZIA_2020_PUB_DEF-ISSN_com.pdf\">N.1_EDUCRAZIA_2020_PUB_DEF-ISSN_com<\/a><a href=\"https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/N.1_EDUCRAZIA_2020_PUB_DEF-ISSN_com.pdf\" class=\"wp-block-file__button\" download>Download<\/a><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"724\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/N.1_EDUCRAZIA_2020_PUB_DEF-ISSN_com_pages-to-jpg-0001-724x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-74\" srcset=\"https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/N.1_EDUCRAZIA_2020_PUB_DEF-ISSN_com_pages-to-jpg-0001-724x1024.jpg 724w, https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/N.1_EDUCRAZIA_2020_PUB_DEF-ISSN_com_pages-to-jpg-0001-212x300.jpg 212w, https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/N.1_EDUCRAZIA_2020_PUB_DEF-ISSN_com_pages-to-jpg-0001-768x1086.jpg 768w, https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/N.1_EDUCRAZIA_2020_PUB_DEF-ISSN_com_pages-to-jpg-0001-1086x1536.jpg 1086w, https:\/\/educrazia.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/N.1_EDUCRAZIA_2020_PUB_DEF-ISSN_com_pages-to-jpg-0001.jpg 1241w\" sizes=\"(max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VOLUME I NUMERO 1 ANNO I Luglio\/Dicembre 2020 ISSN 2705-0351 (online) L\u2019INCLUSIONE FORMATIVA E SOCIALE PER UNA SCUOLA PI\u00d9 GIUSTA ED EQUA. 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